SAN FRANCESCO

SAN FRANCESCO

Da quel lontano 4 ottobre del 1208, nei vicoli, nelle case e nel territorio Pojano si respira ancora oggi una pace ed una tranquillià frutto della presenza di San FRANCESCO.

Fran­cesco vi giunge con i suoi primi compagni nell’ estate del 1208, quando per la prima volta quel drappello di penitenti di Assisi, si affacciò sulla Valle reatina. Fino a quell’anno Francesco è rimasto ad Assisi: città natale e ostile insieme.

La loro scelta non è compresa, anzi ostacolata. Lasciata quindi la loro città e attraversando la Valle spoletana per salire a Cascia e a Leonessa, la piccola fraternità arriva nella Valle reatina. Francesco è trava­gliato e inquieto e pensa alla sua vita trascorsa nei peccati, come scriverà nel Te­sta­mento pochi giorni prima di morire nel 1226. Giunge quindi a Poggio Bustone, possedimento dei Benedettini di Farfa.

Con i suoi, Francesco saluta: BONO JORNO, BONA GENTE! Saluto semplice e toccante. Francesco vaga lungo i sentieri aspri del monte. Cerca un luogo deserto e nascosto dove potersi abban­donare al misto di dolore e di gioia che lo pervade. Si rifugia nel grembo della terra, e .qui accade l’insperato. Il Signore gli usa misericordia, lo veste del suo amo­re, crea in lui un cuore puro e lo lancia verso il futuro. La tradizione narra che al Poverello sia apparso un angelo.

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Fu a Poggio Bustone che  Francesco ha visto l’inizio della sua avventura comunitaria: la condivisione e l’armonizzazione delle relazioni tra i fratelli e la creazione della prima fraternità francescana. In quel luogo inoltre, nello Speco superiore, ha luogo la vera nascita spirituale di Fran­cesco, quando, nell’abbandono della fede, egli prende coscienza che, proprio lui peccatore, è perdonato e amato da Dio.


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